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QUAL È IL COLMO PER IL TITOLARE DI UN’AZIENDA?

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Un paradosso che può contraddire l’opinione comune e l’esperienza quotidiana dei lavoratori, un tema molto delicato che vale la pena di essere approfondito. 

Si parla sempre di come attrarre talenti verso la propria azienda, di come reclutarli e di conseguenza delle procedure strategiche intorno a queste decisioni.

Quando si decide di investire su una persona, delineando così la fase on-boarding, il problema successivo è quello di trovare il modo di trattenerla al suo interno con percorsi di formazione, valutazione del potenziale, piani di sviluppo di carriera.

L’obiettivo primario di un imprenditore resta quello di trattenere le persone, valorizzando sia l’esperienza professionale sia le diverse attitudini, facendo sì che ogni singola persona rappresenti un punto del cerchio senza la quale non potrebbe chiudersi in modo perfetto. In altre parole, prendersi cura del proprio dipendente nel miglior modo possibile.

Solo in questo caso i dipendenti si trasformeranno nei Brand Ambassador dell’azienda intervenendo e soprattutto influenzando l’ambiente esterno, come dei micro influencer, in un mondo in cui la comunicazione tra interno/esterno e tra online/offline diventa ON LIFE

I lavoratori rappresentano il ponte tra il mondo reale e quello virtuale

 

Ma quali sono le leve motivazionali che spingono una persona a scegliere di entrare in azienda?

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  • CLIMA LAVORATIVO
  • STABILITA’ ECONOMICA DELL’AZIENDA
  • CULTURA E VALORI AZIENDALI
  • PERCORSI DI CARRIERA

Come può scoprirlo?

Ed ecco che torniamo a parlare di off-boarding. Quest’ultima fase è importante per una serie di motivi.

Dalla sicurezza del datore di lavoro, la sana gestione del processo di off-boarding ha un impatto significativo sull'azienda. Saper supportare il dipendente, dal suo arrivo alla sua partenza, rappresenta unicamente un vantaggio. Riconoscere il lavoro svolto e l'impatto positivo che hanno avuto su un'azienda quando ricoprivano il loro ruolo è un modo per aumentare la soddisfazione dei dipendenti e la cultura aziendale. 

Nel momento in cui un dipendente decide di valutare un’altra esperienza professionale, se nel tempo è stato ingaggiato nel modo giusto sarà l’unico vero testimonial di una realtà positiva, sfidante e motivante, suscitando negli altri una fiducia incomparabile che nessun altro può dare. Di conseguenza, il lavoratore dovrebbe idealmente rimanere un ambasciatore positivo per la sua ex società con potenziali futuri clienti e dipendenti.

Le aziende che raggiungono un alto livello di soddisfazione dei propri lavoratori e una buona reputazione, quando si tratta di brand reputation del datore di lavoro, spesso sfidano e si adattano. Per essere in grado di migliorare, attrarre e trattenere i talenti, è necessario essere aperti alle critiche e ai cambiamenti. Quando un dipendente lascia, è un'ottima opportunità per ricevere feedback costruttivi su aree di miglioramento dell'azienda. In effetti, questi dipendenti in partenza hanno maggiori probabilità di rivelare le disfunzioni reali rispetto ai dipendenti attuali che non si sentono necessariamente in grado di rivelare problemi sensibili.

Per questo è giusto sottolineare quanto l’Employer Branding sia fondamentale per ciò che avviene all'esterno,

è in questa fase che si raccolgono i frutti del lavoro e di un percorso realizzato insieme.

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