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DECRETO "CURA ITALIA"

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DECRETO “CURA ITALIA”

LE MISURE PER PROFESSIONISTI ED IMPRESE

 

L’atteso decreto "Cura Italia" è stato pubblicato su un'edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale, che riporta la data di ieri pur essendo stato pubblicato in nottata. Il documento, contenente le misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori ed imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, è composto da 127 articoli che confermano sostanzialmente, seppur con qualche modifica, l'impianto normativo dibattuto nei giorni scorsi. 

Si riportano di seguito le principali misure varate in materia di lavoro.

 

NORME SPECIALI IN MATERIA DI TRATTAMENTO ORDINARIO DI INTEGRAZIONE SALARIALE E ASSEGNO ORDINARIO

I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, possono presentare domanda, con decorrenza dal 23 febbraio 2020 e comunque entro il mese di agosto 2020, di concessione del trattamento:

• di cassa integrazione guadagni ordinaria

• di assegno ordinario (FIS)

con causale “emergenza COVID-19”, per un periodo massimo di nove settimane.

Nelle ipotesi sopra citate sono comunque necessarie le procedure di informazione, consultazione sindacale e l’esame congiunto con le rappresentanze sindacali che devono essere svolti anche in via telematica entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva.

Resta da capire, in attesa delle circolari operative emanate dagli enti competenti, se questa previsione si applica solo nel caso di ricorso all’assegno ordinario (FIS) oppure anche nel caso di applicazione della cassa integrazione ordinaria con causale Covid-19.

La domanda, in ogni caso, deve essere presentata entro il quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa e non è soggetta alla verifica delle causali di cui all’art. 11 del D.Lgs. n. 148/2015.

I periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale ed assegno ordinario non sono conteggiati ai fini dei limiti temporali previsti per legge (annuali, biennali e quinquennali) e sono considerati neutri in caso di eventuali altre richieste.

All’assegno ordinario garantito dal Fondo di integrazione salariale, limitatamente all’anno 2020, non si applica il tetto contributivo aziendale (art. 29, comma 4, secondo periodo D.Lgs. n. 148/2015).

Ai periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale ed assegno ordinario concessi per emergenza Covid-19 non si applica la contribuzione addizionale (art. 5, 29 comma 8 e 33 comma 2 del D.Lgs. n. 148/2015).

L’assegno ordinario, per il periodo indicato e limitatamente al 2020, è concesso anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti. Tale trattamento, su istanza del datore di lavoro, può essere concesso tramite la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS.

I lavoratori beneficiari delle norme di cui sopra devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 23 febbraio 2020 e non devono essere in possesso di un'anzianità di effettivo lavoro di almeno novanta giorni presso l’unità produttiva in cui è richiesto il trattamento alla data di presentazione della relativa domanda di concessione (art. 1 comma 2 D.Lgs. n. 148/2015).

 

TRATTAMENTO ORDINARIO DI INTEGRAZIONE SALARIALE PER LE AZIENDE CHE SI TROVANO GIÀ IN CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA

Le aziende che alla data del 23 febbraio 2020 (data di entrata in vigore D.L. n. 6/2020) hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale per un periodo non superiore a nove settimane.

La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce il trattamento di integrazione straordinario già in corso.

La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale può riguardare anche i medesimi lavoratori beneficiari delle integrazioni salariali straordinarie a totale copertura dell’orario di lavoro.

I periodi di trattamento salariale ordinario in sostituzione di quello straordinario non sono conteggiati ai fini dei limiti temporali previsti per legge (annuali, biennali e quinquennali); non sono soggetti alla contribuzione addizionale e non devono essere osservati gli adempimenti procedurali. 

 

TRATTAMENTO DI ASSEGNO ORDINARIO PER I DATORI DI LAVORO CHE HANNO TRATTAMENTI DI ASSEGNI DI SOLIDARIETÀ IN CORSO

I datori di lavoro, iscritti al Fondo di integrazione salariale, che al 23 febbraio 2020 (data di entrata in vigore D.L. n. 6/2020) hanno in corso un assegno di solidarietà, possono presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario per un periodo non superiore a nove settimane.

La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce l’assegno di solidarietà già in corso.

La concessione dell’assegno ordinario può riguardare anche i medesimi lavoratori beneficiari dell’assegno di solidarietà a totale copertura dell’orario di lavoro.

I periodi in cui vi è coesistenza tra assegno di solidarietà ed assegno ordinario non sono conteggiati ai fini dei limiti temporali previsti per legge (annuali, biennali e quinquennali).

Il trattamento non è soggetto alla contribuzione addizionale (articolo 29, comma 8, secondo periodo, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148).

 

NUOVE DISPOSIZIONE PER LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

Le Regioni e Province autonome, a favore dei datori di lavoro del settore privato, inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non trovano applicazione strumenti ordinari di integrazione salariale, possono riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, previo accordo con le organizzazioni sindacali che può essere concluso anche in via telematica, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane.

Per i lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa ed i relativi oneri accessori.

Per il settore agricolo il periodo di trattamento in deroga è equiparato a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola.

L’accordo di cui al presente comma non è richiesto per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti.

Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 i datori di lavoro domestico.

Il trattamento di cui al presente articolo è riconosciuto, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e limitatamente ai dipendenti già in forza alla medesima data.

I trattamenti in deroga:

• sono concessi con decreto delle Regioni e Province autonome;

• da trasmettere all’INPS in modalità telematica entro quarantotto ore dall’adozione.

Le Regioni e le Province autonome, unitamente al decreto di concessione, inviano la lista dei beneficiari all’INPS, che provvede all’erogazione dei predetti trattamenti, previa verifica del rispetto, anche in via prospettica, dei limiti di spesa presenti nel presente articolo. 

Le domande dei datori di lavoro sono presentate alle Regioni e alle Province autonome, che le istruiscono secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse.

Si resta in attesa dell’emanazione delle circolari operative da parte degli organi competenti, al fine di fare chiarezza sulle procedure da porre in atto.

Il trattamento può essere concesso esclusivamente con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS (art. 44, comma 6-ter D.Lgs. n. 148/2015). 

N.B.: possono accedere all’istituto della Cassa Integrazione anche i datori di lavoro che occupano un solo dipendente.

 

CONGEDO E INDENNITÀ PER I LAVORATORI DIPENDENTI DEL SETTORE PRIVATO, I LAVORATORI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA DI CUI ALL’ART. 2, COMMA 26 DELLA LEGGE 8 AGOSTO 1995, N. 335, E ALL’ART. 2, COMMA 26 DELLA LEGGE 8 AGOSTO 1995, N. 335, E I LAVORATORI AUTONOMI, PER EMERGENZA COVID-19

A decorrere dal 5 marzo 2020, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a quindici giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione.

I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa.

Gli eventuali periodi di congedo parentale (ex maternità facoltativa) fruiti dai genitori durante il periodo di sospensione di cui sopra sono convertiti nel presente congedo con diritto all’indennità e non computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.

I genitori lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata hanno diritto a fruire, per il periodo di cui sopra, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50% di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità.

La medesima indennità è estesa ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.

La fruizione del congedo è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di quindici giorni ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Il predetto limite di età non si applica in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata iscritti a scuole di ogni ordine e grado ovvero ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

Fermo restando quanto già previsto, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione anche nei confronti dei genitori affidatari.

A decorrere dall’entrata in vigore del decreto-legge, in alternativa alla prestazione di congedo straordinario per i medesimi lavoratori beneficiari, è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo dei 15 giorni di assenza.

Il bonus viene erogato tramite libretto famiglia.

Tale bonus è altresì riconosciuto ai lavoratori autonomi non iscritti all’INPS, subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari.

Le modalità operative per accedere al congedo ovvero al bonus sono stabilite dall’INPS. 

 

ESTENSIONE DURATA PERMESSI RETRIBUITI EX ART. 33, LEGGE 5 FEBBRAIO 1992, N. 104

Il numero di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa (art. 33, comma 3, Legge n. 104/1992), è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate per ciascuno dei mesi di marzo e aprile 2020.

Tale beneficio è riconosciuto al personale sanitario compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed enti del Servizio Sanitario Nazionale impegnati nell'emergenza COVID-19 e del comparto sanità.

 

CONGEDO E INDENNITÀ PER I LAVORATORI DIPENDENTI DEL SETTORE PUBBLICO PER EMERGENZA COVID -19

A decorrere dal 5 marzo 2020, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, e per tutto il periodo della sospensione ivi prevista, i genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico hanno diritto a fruire dello specifico congedo e relativa indennità di cui sopra (già stabilito per il settore privato).

Il congedo e l’indennità di cui sopra non spettano in tutti i casi in cui uno o entrambi i lavoratori stiano già fruendo di analoghi benefici.

L’erogazione dell’indennità, nonché l’indicazione delle modalità di fruizione del congedo sono a cura dell’amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro.

Per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari, il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori fino a 12 anni di età, previsto in alternativa al congedo e relativa indennità, è riconosciuto nel limite massimo complessivo di 1000,00 euro.

Ai fini dell’accesso al bonus, il lavoratore deve presentare apposita domanda tramite i canali telematici dell’INPS.   

 

MISURE URGENTI PER LA TUTELA DEL PERIODO DI SORVEGLIANZA ATTIVA DEI LAVORATORI DEL SETTORE PRIVATO

Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dai lavoratori del settore privato, dovuto a Covid-19, è equiparato a malattia, ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto.

Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n.9.

Per i periodi di cui al primo capoverso, il medico curante redige il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva ovvero alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Sono considerati validi i certificati di malattia trasmessi, prima dell’entrata in vigore della presente disposizione, da parte dell’operatore di sanità pubblica.

Gli oneri a carico dei datori di lavoro, che presentano domanda all’ente previdenziale, e degli Istituti previdenziali connessi con le tutele di cui al presente articolo sono posti a carico dello Stato.

Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da Covid-19, il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica. 

 

PROROGA DEI TERMINI DELLE DOMANDE DI DISOCCUPAZIONE NASPI E DIS-COLL

Al fine di agevolare la presentazione delle domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL, in considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, per gli eventi di cessazione involontaria dall’attività lavorativa verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, i termini di decadenza previsti sono ampliati da sessantotto giorni a centoventotto giorni.

Per le domande di NASpI e DIS-COLL presentate oltre il termine ordinario è fatta salva la decorrenza della prestazione dal sessantottesimo giorno successivo alla data di cessazione involontaria del rapporto di lavoro.

Sono stati ampliati di 60 giorni i termini previsti per la presentazione della domanda di incentivo all’autoimprenditorialità nonché i termini per l’assolvimento degli obblighi. 

 

PROROGA TERMINI DECADENZIALI IN MATERIA PREVIDENZIALE E ASSISTENZIALE

In considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020 il decorso dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali ed assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL è sospeso di diritto, unitamente ai termini di prescrizione. 

 

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LAVORO AGILE

Fino al 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti disabili nelle condizioni di cui all’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/92 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità nelle medesime condizioni di cui alla sopra citata norma hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile ai sensi dagli articoli da 18 a 23 della legge n. 81/2017, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge n. 81/2017.

 

DISPOSIZIONI INAIL

Dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020, il decorso dei termini di decadenza relativi alle richieste di prestazioni erogate dall’INAIL è sospeso di diritto e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Sono altresì sospesi, i termini di prescrizione.

Nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS - CoV-2) in occasione di lavoro, il medico certificatore redige il consueto certificato di infortunio e lo invia telematicamente all’INAIL che assicura, ai sensi delle vigenti disposizioni, la relativa tutela dell’infortunato. Le prestazioni INAIL nei casi accertati di infezioni da coronavirus in occasione di lavoro sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro.

I predetti eventi infortunistici gravano sulla gestione assicurativa e non sono computati ai fini della determinazione dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico.

Quanto disposto si applica ai datori di lavoro pubblici e privati.

L’INAIL provvede a trasferire risorse economiche da erogare alle imprese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale.

Al fine di garantire misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti ed autonomi che, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19, abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività ovvero il loro rapporto di lavoro, è prevista l’istituzione di un Fondo denominato “Fondo per il reddito di ultima istanza” volto a garantire il riconoscimento di una indennità per l’anno 2020. 

 

SOSPENSIONE DELLE PROCEDURE DI IMPUGNAZIONE DEI LICENZIAMENTI

A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto in commento l’avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24, della legge 23 luglio 1991, n. 223 è precluso per 60 giorni e nel medesimo periodo sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020.

Sino alla scadenza del suddetto termine, il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 3, della legge 15 luglio 1966, n. 604. 

 

RIMESSIONE DEI TERMINI PER I VERSAMENTI

I versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza il 16 marzo 2020 sono prorogati al 20 marzo 2020.

Fanno eccezione imprese, autonomi e professionisti che sono sotto la soglia di 2 milioni di ricavi o compensi, per i quali la scadenza del versamento è rinviata al 31 maggio 2020 con pagamento in un’unica soluzione o comunque rateizzabile in 5 rate, senza sanzioni ed interessi.

 

PREMIO AI LAVORATORI DIPENDENTI

Ai titolari di redditi di lavoro dipendente che possiedono un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.

I sostituti d’imposta riconoscono, in via automatica, l’incentivo a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.

I sostituti d’imposta compensano l’incentivo erogato mediante il modello F24. 

 

SI PRECISA CHE, IN CONSIDERAZIONE DELLA COMPLESSITÀ DEI TEMI TRATTATI, LA PRESENTE CIRCOLARE ASSUME MERO VALORE INFORMATIVO E NON ESAUSTIVO DEGLI ADEMPIMENTI E DELLE NOVITÀ DESCRITTI, IN ATTESA DELLE CIRCOLARI ESPLICATIVE ED OPERATIVE EMANATE DAGLI ORGANI COMPETENTI.

 

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