FESTIVAL DEL LAVORO 2018: modifiche della struttura occupazionale in Italia

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Con ieri si è dato il via al FESTIVAL DEL LAVORO 2018, organizzato dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi.

Questo evento, che si chiuderà sabato 30 giugno al MiCo e giunto alla nona edizione, si concentrerà su nove temi chiave: occupazione, scuola, pensioni, innovazione, welfare, talento, competitività e crescita. Parteciperanno rappresentanti del Governo, della politica, del sindacato, del giornalismo, dell’economia, nonché accademici, esperti di diritto del lavoro, professionisti.

Oltre 80 eventi in contemporanea, 270 ospiti9 spazi per i dibattiti.

L’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro ha qui presentato ieri, 28 giugno, i risultati dell’indagine “I 23 milioni di occupati prima e dopo la crisi, le modifiche della struttura occupazionale in Italia”, da cui sono emersi dati “più o meno” rincuoranti che hanno evidenziato livelli occupazionali precedenti alla crisi economica globale del 2008.

A 10 anni dalla crisi economica e finanziaria che ha colpito il nostro Paese, il numero degli occupati è infatti tornato ai livelli pre-crisi: circa 23 milioni di unità nel 2017 così come nel 2008. Il vero cambiamento interessa, però, la struttura dell’occupazione.

La crisi ha colpito soprattutto le giovani generazioni di lavoratori: i lavoratori under 45 sono diminuiti di 2,9 milioni a fronte di un aumento degli occupati con più di 44 anni di 2,8 milioni. La diminuzione più consistente interessa i lavoratori tra i 25 e i 34 anni (-1,4 milioni), mentre crescono di oltre 1,8 milioni gli occupati over 54.

L’aumento degli occupati adulti lo si deve principalmente al blocco del turn-over nella pubblica amministrazione e al graduale e continuo aumento dell’età pensionabile dovuto alle ultime riforme sulla previdenza.

Profonde trasformazioni hanno interessato invece il contratto e l’orario di lavoro generando una perdita di circa 67 mila posizioni lavorative. Sebbene i lavoratori a tempo indeterminato siano rimasti stabili (+0,2%), sono i lavoratori a tempo determinato a far registrare un aumento di 438mila unità (+19,2%), passando dai 2,2 del 2008 ai 2,7 milioni del 2017; mentre i lavoratori automi perdono circa 535 mila unità (-9,1%).

Ma l’elemento che fa più riflettere, sottolinea l'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, è l’aumento dei contratti di lavoro part-time.

l numero dei lavoratori a tempo parziale è praticamente raddoppiato: si tratta in parte di una scelta volontaria, volta a favorire una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro del lavoratore e in parte a ridurre i costi delle aziende in crisi. Nascono però così i "working poor" , i "nuovi poveri" che, costretti ad accettare un impiego part-time, non riescono a garantirsi una vita dignitosa.

 

Fonte: Osservatorio statistico Consulenti Lavoro 
Fonte: Business People - http://www.businesspeople.it/Storie/Attualita/Occupazione-Italia-106363
Fonte: http://www.consulentidellavoro.it/index.php/siti-istituzionali/festival-del-lavoro

 

 

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