LE PRESTAZIONI OCCASIONALI - VOUCHER DOPO IL DECRETO DIGNIT└

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L’art. 1 comma 1 della legge n. 96/2017, di conversione, ha introdotto al Decreto Legge n. 50/2017 l’art. 54 bis che di fatto ha ripristinato i voucher sotto forma di prestazioni occasionali distinte in due diverse forme

  • il Libretto Famiglia per le persone fisiche che possono utilizzarli per lavori domestici;
  • il Contratto di prestazione occasionale per le piccole imprese.

Si ricorda che i voucher erano stati completamente aboliti dal decreto legge n. 25/2017 convertito dalla legge n. 49/ 2017.

L’art. 2 bis comma 1 del Decreto Legge n. 87/2018 (cosiddetto decreto dignità) convertito con modificazioni dalla legge n. 96/2018 ha disposto diverse modifiche dell’art. 54 bis del Decreto Legge n. 50/2017.

Di seguito una nota informativa su cosa prevede ad oggi la normativa sui voucher dopo i ripetuti interventi legislativi.

L’art. 54 bis del Decreto Legge n. 50/2017, che ha  reintrodotto i voucher prevede che ciascun lavoratore non potrà ricevere compensi superiori a  5.000 euro all’anno (dal 1° gennaio al 31 dicembre) e non più di 2.500 euro dallo stesso datore di lavoro. Il datore di lavoro, non potrà superare la soglia dei 5.000 euro di compensi.

I compensi percepiti sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sullo stato di disoccupato e partecipano alla determinazione del reddito necessario per il rilascio o per il rinnovo del permesso di soggiorno.

Il lavoratore ha diritto all’assicurazione contro la vecchiaia, l’invalidità e i superstiti, con iscrizione alla gestione separata, e all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Ha inoltre diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 66/2003 e alla tutela e sicurezza sul lavoro secondo quanto previsto dall'art. 3, comma 8, del decreto legislativo n. 81/2008.

Sanzioni

In caso di superamento, da parte di un datore di lavoro diverso dalla pubblica amministrazione, del limite dei cinquemila euro di importo o di durata della prestazione pari a 280 ore nell’anno civile, il rapporto si trasforma in un tempo pieno e indeterminato.  Per mancata comunicazione della prestazione è prevista una multa da 500 euro a 2.500 Euro.

 

Fonte: Superabile.it - Alessandra Torregiani

 

Andrea Poletti & Associati

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