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DAL C’ERA UNA VOLTA ….AL…. SOCIAL RECRUITING

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C’era una volta un mondo in cui le persone si guardavano negli occhi e si ascoltavano. Una storia diventava fantastica per il solo fatto di essere trasmessa da una persona all’altra, e ognuno ne prendeva un pezzettino e lo rendeva suo, aggiungendo stravaganti dettagli anche a rischio di trasformarla in un vero e proprio romanzo. Nessuno aveva la certezza di aver rivissuto un passato o l’incanto di una leggenda. 

Oggi i racconti ci incantano dagli smartphone. I nostri occhi sono proiettati in un'altra dimensione che non rapisce soltanto la nostra mente, ma ci offre grandi opportunità.
L’innovazione tecnologia è spesso vista come il male del nuovo mondo, qualcosa di troppo invadente nelle nostre vite. In realtà dovremmo considerarla come il “braccio destro” che ci connette in real- time e permette l’interazione tra qualsiasi membro della rete, dai grandi professionisti ai giovani talenti.
La digitalizzazione ha avuto un enorme impatto sulla nostra esperienza professionale, tanto che il Recruitment è passato dal passaparola ad una dimensione online.
Il web ci offre oggi un numero sempre crescente di piattaforme dedicate alla ricerca del lavoro, i servizi sono sempre più performanti e personalizzati con un flusso d’informazione rapidissima.
Dalla nostra esperienza, sempre più recruiter dichiarano di aver scartato eventuali candidati, valutandoli sulla base delle informazioni attinte dalle varie piattaforme social, evidenziando discrepanze tra quanto si evince dagli screening dei cv o dalle job interview rispetto all’analisi dei loro profili social. 
Saper utilizzare al meglio i social network significa da un lato avere a disposizione un più vasto campo di occasioni, dall’altro, però, vuol dire anche dover curare la propria digital reputation per poter attirare l’attenzione in modo più efficace.
È evidente che la possibilità di selezionare anche attraverso i social riduce i confini e accelera i tempi, per questo è necessaria un’educazione all’uso corretto dei social network affinché possano esprimere il potenziale umano di ognuno ma anche rappresentare una sorta di biglietto da visita.
Il buon senso però, non è ascrivibile ad una sola direzione.
Allo stesso modo, un must consiste nella capacità del recruiter di padroneggiare i social senza aspettare che il candidato risponda a un annuncio, ma intercettarlo subito sviluppando questa tecnica come prassi. 
Fondamentale è anche costruire la web reputation dell’azienda, intesa soprattutto come personal branding del datore di lavoro, per risultare sempre più attrattivi per i potenziali clienti. 
Se ci si sofferma, ogni azienda è già di per sé un social network, fatta di dipendenti portatori di un bagaglio relazionale. La prima comunicazione passa proprio dall’interno prima di uscire fuori, creando di conseguenza un’immagine efficace di sé stessa e dei suoi professionisti.

 

                                         

 

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